Le storie di alcuni di noi

Eleonora, Coltivazioni
“Oggi so che devo tirare fuori quello che ho dentro, esprimerlo. Le persone intorno a me possono volermi bene e aiutarmi solo se gli mostro quello che ho dentro.
Devo essere io per prima, a voler prendere una mano. Perché sapere di avere delle persone intorno è quello che mi fa stare veramente bene”.

Daniele, Forno
“Ho sempre voluto scappare dai problemi. Quando facevo fatica a fare qualcosa trovavo il modo per sfuggire le mie difficoltà, con gli altri, col lavoro. Sono passati anni e a forza di fuggire mi ero perso. Non sapevo più cosa fare, dove andare. A Sanpa ho trovato dei ragazzi come me che mi sono stati vicino. Quando avevo l’ansia, quando volevo andarmene, loro erano lì con me per affrontare tutto quanto insieme. I discorsi di fronte a quel forno, o mentre impastavamo i biscotti. Questo mi ha salvato”.

Lapo, Allevamenti
“Stare da solo per tanto tempo mi aveva cambiato. Ero chiuso, mi davo tutte le risposte con la mia testa, escludendo gli altri. Quando sono entrato mi hanno detto che dovevo lavorare con gli altri, stare sempre con qualcuno. È stato duro, sì; ma oggi ho delle persone intorno. Persone che hanno dei pregi e dei limiti, ma che possono starti vicino, volerti bene. Oggi so che devo tirare fuori quello che ho dentro, esprimerlo. Solo così sto veramente bene”.

Debora, Tessitura
“Nel settore tessitura ho imparato ad affidarmi agli altri. Ero una ragazza sensibile, vivace, ma avevo paura di non piacere agli altri. Ho deciso di fidarmi, di lasciarmi andare e farmi conoscere. Ogni rapporto, come un filo di lana, va intrecciato e filato con impegno e costanza. E se ti impegni ogni giorno, mettendoci tutta te stessa, le persone ti conosceranno per quello che sei veramente. E le cose cambiano davvero”.

Paride, Cantina
“Una volta non mi avrebbero lasciato niente in mano. Da quando ho conosciuto la droga lei veniva sempre al primo posto su tutto. Non esistevano amici, parenti o valori per me: dovevo solo ottenere ciò che volevo. Anche quando sono arrivato mi chiedevo cosa ci avrebbero guadagnato ad aiutarmi. I ragazzi del mio settore volevano solo restituire a qualcuno il bene che avevano ricevuto gratis. Quando l’ho capito, ho ricominciato a fidarmi. Oggi cerco anche io di aiutare gli altri, gestisco la produzione del vino. Ho qualcuno che mi cerca, che ha bisogno di me e che si fida di me. È stato questo che mi ha reso di nuovo una persona, che mi ha fatto sentire bene”.
Daniele, Norcineria
“Era cominciato tutto a quattordici anni. Volevo vivere come pareva a me, mi prendevo quello che volevo. Crescendo mi sono messo in guai sempre più seri. Non avevo alternative, non conoscevo altri modi. Quando sono arrivato qua ho capito in realtà quanto ero fragile. Ho dovuto piangere, parlare, sfogarmi, per tirar fuori tutte le paranoie che avevo in testa. Grazie a Sanpa ho imparato a fare il macellaio, a stare in mezzo alla gente e ad avere una vita normale. In fondo ero un bonaccione, uno che sta simpatico alla gente; ma avevo paura di non andare bene, di essere più debole, sbagliato. Ho dovuto capire chi ero, ricostruire me stesso e la mia identità. Attraverso gli altri mi sono conosciuto. Era questo che mi era sempre mancato”.